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  • Immagine del redattoreLuca Esposito

ALLUCE VALGO: MITI DA SFATARE


  • Dottore ho l’alluce valgo cosa posso fare?

  • Mi sono operata ma ho avuto una recidiva, come mai?

  • Che terapie sono disponibili per il dolore e la deformità?

Queste sono le domande che comunemente si pongono le persone che sospettano una iniziale deviazione del primo dito del piede cerchiamo di approfondire questa tematica


DI COSA SI TRATTA 


(1) Menz et al. BMC Musculoskeletal Disorders 2010.

L’alluce valgo (1) è una delle condizioni patologiche più diffuse sia nel genere femminile, che risulta essere maggiormente colpita (in minor numero in relazione all'età giovanile), sia nel genere maschile. In alcune condizioni si rivela un disturbo importante con conseguente sintomatologia dolorosa che si focalizza nel processo esostotico, in termini comuni la cosidetta “cipolla”, ma con interessamento di altre zone podaliche. Si rivela un problema non trascurabile per le donne, molte delle quali indossano quotidianamente calzature con tacchi di altezza uguale o maggiore di 4/5 centimetri, sviluppando anche un interessamento antiestetico che gioca un ruolo importante nel sesso femminile. Infatti l’entità dell’altezza del tacco incide sull’aumento delle pressioni a carico dell’avampiede al completamento di ogni passo, situazione che può aggravarsi dalle ridotte dimensioni della punta della scarpa.


IN TERMINI TECNICI ll valgismo del I dito è una deformità che interessa il I raggio della struttura podalica con una medializzazione del I osso metatarsale ed una abduzione del I dito, con una deviazione che progredisce nel corso del tempo e può generare una protuberanza sul lato interno del piede con successiva borsite dell’articolazione I metatarsofalangea e deformità di cui sono soggette le altre dita (Dita a griffe, dita a martello).


CLINICA E SINTOMI

L’Alluce valgo spesso è bilaterale ed inizialmente non è accompagnato da una sintomatologia importante, ma può essere un campanello d’allarme per analizzare e valutare l’assetto podalico e posturale per cercare di prendere in tempo la deformità e ridurre i fattori di rischio per quanto sia possibile grazie ad una adeguata terapia riabilitativa, conservativa e a lungo termine mediante anche dei consigli sulla calzatura ideale. Molte volte si assiste ad una clinica caratterizzata da dolore in zona dell’avampiede, della fascia plantare, ma si può avvertire anche una sensazione di blocco del I dito e crampi nella zona posteriore della gamba durante il cammino.



I sintomi che caratterizzano l'alluce valgo sono :

  • Dolore in corrispondenza della base dell’alluce ove si forma, sul lato interno, una sporgenza ossea (esostosi) sormontata da una borsite, sempre più infiammata e arrossata (cosiddetta “cipolla” o “patata”)

  • Contemporaneamente, l’alluce si inclina progressivamente lateralmente verso le dita, provocando una deviazione assiale secondaria anche di queste ultime.

  • Con l’aggravarsi della patologia, l’alluce può situarsi addirittura sotto il secondo dito che, a questo punto, si lussa sull’articolazione metatarsofalangea, fino a trovarsi sollevato e iperesteso.

  • Più raramente, invece, si pone al di sopra del secondo dito, spingendolo plantarmente.Le altre dita, anch’esse in modo sempre più grave, assumono l’atteggiamento a martello (in flessione più o meno rigida dell’articolazione intermedia con callosità dolorose sul dorso del dito), fino a lussarsi anch’esse sui loro rispettivi metatarsi.

  • Contemporaneamente, si assiste alla formazione di callosità dolorose sulla pianta del piede, dovute all’eccessiva sporgenza plantare dei metatarsi (“Caduta dei metatarsi”), a seguito dell’alterata ripartizione del carico.


CONSEGUENZE POSTURALI L'alluce valgo, come precedentemente specificato, è frequentemente associato ad una tendenza al piattismo podalico durante la deambulazione. Questa condizione può ripercuotersi in modo ascendente in particolare caratterizzando:

  • Un aumento dell tendenza al valgismo delle ginocchia con dolore localizzato nella zona interna del ginocchio

  • Una condizione di rigidità del bacino con limitazione del range di movimento in rotazione

  • Un incremento della lordosi lombare con presenza di lombalgia.

TERAPIA La Terapia consiste e si basa a constrastare tutte le possibili cause che possono aggravare il quadro clinico. Il primo passo consiste nell’adottare una calzatura che non accentui la sintomatologia, che non sia bassa di altezza, ma che abbia un altezza di tacco di circa 3 centimetri, con contrafforti posteriori ben contenitivi ed una punta non eccessivamente sagomata. Successivamente ci si può approcciare a terapie fisiche per diminuire la presenza di sintomatologia acuta, per poi procedere ad una terapia ortesico plantare su misura dopo visita accurata da parte del podologo o da un ortopedico/fisiatra specializzato sul piede che vada ad arginare il cammino patologico ed impedire il sovraccarico delle strutture articolari. Infine al fallimento della terapia di natura conservativa si può intraprendere il percorso chirurgico e rivolgersi ad un chirurgo del piede.


Esempio di terapia ortesico plantare.



​DOMANDE FREQUENTI

Mia madre ha l’alluce valgo, posso averlo anche io nonostante sia di giovane età? L’alluce valgo giovanile, in un alta percentuale dei casi, ha una familiarità in famiglia, pertanto occorre una valutarzione dell’appoggio del piede e analizzare la postura per abbassarne la probabilità o quantomeno ritardarne la progressione. Sono in sovrappeso potrei avere l’alluce valgo in futuro se cambio costituzione? Ad oggi non vi è abbastanza letteratura scientifica medica che comprovi la correlazione fra peso corporeo e probabilità nel sviluppare la deformità.

​VERO O FALSO  L’attività sportiva può avere un ruolo importante. VERO: Sicuramente l’attività sportiva finalizzata al mantenimento di una corretta postura e che alleni la muscolatura podalica come il nuoto o esercizi in carico a corpo libero posso rafforzare la muscolatura contrastando le strutture che sollecitate potrebbero aumentare l’incidenza. E’ consigliabile affidarsi ad un podologo per valutare gli esercizi ideali e intervenire a livello posturale e biomeccanico del piede.  Le scarpe con punta stretta o tacchi alti sviluppano sempre l’alluce valgo? FALSO: Di certo sono inseriti fra i fattori estrinseci, ma di certo se non vi è la predisposizione o una causa biomeccanica, la deformità non si sviluppa.  Mi capita di vedere pubblicità o di proposte di divaricatori, separatori o altri dispositivi esterni che riallineano la deviazione o prevengono la deformità. FALSO: Sono manovre mediatiche, pubblicitarie e commerciali in quanto non è dimostrata l’efficacia.  La soluzione per intervenire sull’alluce valgo è sempre di indirizzo chirurgico. FALSO: Occorre una valutazione clinica per poter intervenire in modo conservativo compensando i deficit funzionali e le iperpressioni. La chirurgia è sempre l’ultima chance valutando sempre il rischio di recidiva.



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